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vesuvionline
Notizie, aggiornamenti e liberi pensieri di vita sociale e politica dei vesuviani

"la legalità è la premessa assoluta della democrazia"


In uno stato democratico i cittadini hanno diritto
ad esprimere le proprie opinioni dove vogliono.
Anche su internet. 

 

 Utente: Alessandro74
Nome: FrancoM

Sono uno in mezzo ai tanti.

Uno che pensa e quindi esiste.

 Sono quello che sono, imperfetto e migliorabile.

Sono uno che sa di non sapere.
 

Adesso una Italia nuova
...YES, WE CAN...
Si può fare

 

Consulta il METEO dei Comuni vesuviani

Meteo Campania

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 foto

Libera 

NOI CI IMPEGNIAMO

Ci impegniamo noi

e non gli altri

unicamente noi

e non gli altri,

né chi sta in alto

né chi sta in basso,

né chi crede

né chi non crede.

Ci impegniamo senza pretendere

che altri s'impegnino,

con noi o per suo conto,

come noi o in altro modo.

Ci impegniamo senza giudicare

chi non s'impegna,

senza accusare chi non s'impegna,

senza condannare chi non s'impegna,

senza disimpegnarci

perché altri non s'impegna.

Ci impegniamo perché

non potremmo non impegnarci.

 
 

Chi lotta sa di poter perdere

chi non lotta ha già perso

 

 

Solo in Campania, posto che nelle altre regioni vige il divieto assoluto, (con il decreto n. 90) sarà possibile smaltire in discarica un rifiuto normativamente considerato pericoloso in qualsiasi paese europeo.
75 Magistrati
della Procura Generale di Napoli (documento inviato al Consiglio Superiore della Magistratura nel giugno 2008)


Questo è un Urban Blog!
Boscotrecase e Area Vesuviana


 

 Firma contro i corrotti

aiutaci
 
"Signor Abate, detesto quello che scrivete, ma darei la vita per permettervi di continuare a scrivere"  
François-Marie Arouet (per gli amici e gli svizzeri Voltaire 1754) 

Dovete ritrovare il coraggio di indignarvi di fronte alla negazione dei diritti che vi competono
mons. Depalma Vescovo di Nola


"Il male non sta solo nell'atto di compiere il male, sta nel non prendere posizione contro il male"
Oriana Fallaci.

 "Chiunque, da solo, si accinge oggi a spostare le montagne dell'indifferenza, se non dell'odio e della violenza, ha un compito immane. Ma ciò che è impossibile a milioni di uomini isolati e divisi, pare diventi possibile a gente che ha fatto della fraternità universale il movente essenziale della vita.”
Chiara Lubich - Parlamento europeo, 1998

"Se vuoi la Pace custodisci il Creato

e difendi i diritti e i beni comuni di ogni uomo".

 

 « Ogni giorno di più mi convinco che lo sperpero della nostra esistenza risiede nell'amore che non abbiamo donato. L'amore che doniamo è la sola ricchezza che conserveremo per l'eternità »
Gustavo Rol

Cercate l'amico sempre nelle ore di vita, lui può colmare ogni vostro bisogno,
ma non il vostro nulla.

K. Gilbran 

lo sdegno per la realtà delle cose è il coraggio di cambiarle
Sant'Agostino

"Lasciatemi dire che è anche un po' colpa nostra se c'è qualche politico, più di un politico, che non fa il proprio dovere o, peggio ancora, fa qualcos'altro"
Francesco Fortugno

" La mafia non è affatto invincibile.
E' un fatto umano, e come tutti i fatti
umani ha avuto un inizio e avrà anche
una fine.
Piuttosto bisogna rendersi conto
che è un fenomeno
terribilmente serio,
molto grave,
e che si può vincere
non pretendendo l'eroismo
da inerti cittadini, ma impegnando
in questa battaglia tutte le forze
migliori delle istituzioni.."

Giovanni Falcone

"E' naturale avere paura,

l'importante è che sia accompagnata dal coraggio"

paolo borsellino 

Il fatto è che loro sono forti della nostra paura.

Nel momento in cui noi non abbiamo più paura ,

loro sono poca cosa.

Silvana Fucito

Il saggio sa di essere stupido,
è lo stupido invece che crede di essere saggio 
William Shakespeare


Si è sempre meridionali di qualcun'altro

 

Se i genitori hanno fallito che siano i figli ad educare i padri;

se la vecchia scuola ha mancato che siano gli alunni a formare i
docenti distratti o cinici o indifferenti;

se la politica ha mostrato il suo volto
peggiore che siano i cittadini a ricordare ai politici che sono loro ad essere al servizio della gente e non viceversa!

                                                            

                                  prof. Felicio Izzo


"La democrazia è il governo del popolo, dal popolo, per il popolo"
Abramo Lincol


La vecchiaia è come un conto in banca.
Prelevi da ciò che hai accumulato.
Date di più. Aspettatevi di meno. 


Aiuta gli altri ad aiutare se stessi.
Rita Levi-Montalcini

 

Gli uomini sbagliano e comunque, quando lo fanno, subiscono sempre le conseguenze dei loro errori. L’arte invece è sempre al di sopra di tutte le bassezze umane, infatti risorge prepotentemente da tutte le ceneri.
musicaepolitica

Quando imparermo ad osservare senza emettere giudizi, sarà un gran giorno per la nostra intelligenza.
Sale nel mondo

 "Se non diremo cose che a qualcuno spiaceranno, non diremo mai la verità"
Joseph Pulitzer (1911)


"Val sempre la pena di fare una domanda, ma non sempre di darle una risposta"
(Oscar Wilde)

"Non c'è nulla di male a essere ultimi, se lo si è con dignità"
(Zdenek Zeman)



"Non serve trovare un posto in una società ma costruire una società nella quale valga la pena di trovare un posto" 


 A combatter con il fango...
che si vinca o che si perda,
sempre ci si infanga.
 


 

Le tue convinzioni diventano i tuoi pensieri.
I tuoi pensieri diventano le tue parole.
Le tue parole diventano le tue azioni.
Le tue azioni diventano le tue abitudini.
Le tue abitudini diventano i tuoi valori.
I tuoi valori diventano il tuo destino.
Mahatma GANDHI

Ama tutti
Ama ogni giorno
Ama per primo
Chiara Lubich


La libertà è innanzitutto un dovere,
prima che un diritto
Oriana Fallaci

"Nessuna violenza sui bambini è giustificabile, tutte le violenze sui bambini possono essere evitate. Il grado di civiltà di un Paese si misura in base all'attenzione che dedica ai suoi bambini".
Walter Veltroni


"il miglio rifiuto è quello che non è prodotto"
W. Sacks

Una stampa cinica e mercenaria
 prima o poi
creerà un pubblico ignobile.
Joseph Pulitzer

Non avere amici che non siano simili a te stesso; se sbagli, non aver paura di correggerti.Non mi dispiace di non essere conosciuto dagli uomini, mi dispiace di non conoscerli.
Confucio

La legalità non si predica, si pratica 

Sii forte, mia dolcissima, in questa prova assurda e incomprensibile.
Vorrei capire, con i miei piccoli occhi mortali, come ci si vedrà dopo. 
Se ci fosse luce, sarebbe bellissimo.
 
Aldo Moro alla moglie Eleonora

La Pace prima che traguardo, è cammino, cammino in salita.
don Tonino Bello

Uno stato che attua la pena di morte
è uno stato che non insegna
che uccidere è sbagliato!
nelson mandela

"...Come vedi tutto è usuale, solo che il tempo chiude la borsa
e c'è il sospetto che sia triviale l'affanno e l'ansimo dopo una corsa,
l'ansia volgare del giorno dopo, la fine triste della partita,
il lento scorrere senza uno scopo di questa cosa che chiami vita."
il futuro appartiene a chi crede nella bellezza dei propri sogni
el Che

l`uomo saggio è colui che sa di non sapere..
filosofia Zen

"Perché il male trionfi è sufficiente che i buoni rinunzino all'azione"  Edmund Burke

"Se i tempi non richiedono la tua parte migliore... inventa altri tempi!"

"Occorre compiere fino in fondo il proprio dovere,qualunque sia il sacrificio da sopportare,costi quel che costi,perche' in cio' sta l'essenza della dignita' umana"
Giovanni Falcone 

per cambiare il mondo basta anche una sola persona,
basta che non sia una persona sola
Mario Adinolfi

Molto ho imparato dai miei maestri, altro dai miei colleghi
e moltissimo dai miei allievi.
 [dal “Talmud”]
   

"Un idiota in un posto importante e' come un uomo in cima a una montagna: tutto gli sembra piccolo e lui sembra piccolo a tutti"
(Match)

"La somma dell'intelligenza sulla Terra e' costante; la popolazione e' in aumento"
(Cole)

”Noi abbiamo combattuto per quelli che c’erano,
per quelli che non c’erano e anche per chi era contro…”
Arrigo Boldrini (medaglia d’oro per la Resistenza) 

Siate sempre capaci di sentire nel più profondo qualunque ingiustizia
commessa contro chiunque in qualunque parte del mondo
Ernesto Che Guevara

"Se un uomo non è disponibile a correre qualche rischio per le proprie idee,
o le sue idee non valgono nulla
o è lui che non vale nulla"
(Ezra Pound)

“I deboli non combattono,
quelli più forti lottano per un’ora,
quelli ancora più forti lottano per molti anni,
ma quelli fortissimi lottano per tutta la vita.
Costoro sono indispensabili”

B. Brecht



“Solo quando l'ultimo fiume sarà prosciugato
quando l'ultimo albero sarà abbattuto
quando l'ultimo animale sarà ucciso
solo allora capirete che il denaro non si mangia."
Profezia Creek

Quando la metà del mondo guarda in tv

l´altra metà che muore di fame,
la civiltà è giunta alla fine.

James Wolfensohn
già presidente della Banca Mondiale
 


 Essere giovani vuol dire tenere aperto l’oblò della speranza,

anche quando ilmare è cattivo e il

cielo si è stancato di essere azzurro.

Bob Dylan



Se sei triste e vorresti morire, pensa a chi sa di morire e vorrebbe vivere.    
Jim Morrison

"La pena che i buoni devono scontare per l'indifferenza alla cosa pubblica

è quella di essere governati da uomini malvagi"

Socrate

 

È necessario cercare il giusto equilibrio tra
il rispetto della propria identità e il riconoscimento di quella altrui.
 
 Papa Giovanni Paolo II (Karol Wojtyla)

 

"Dio, tu che hai posto un limite all'intelligenza dell'uomo, perchè non hai posto un limite alche alla sua idiozia?"
 

(John Fitzgerald Kennedy)
 

 "L'utopia è come l'orizzonte. Mi avvicino di due passi, lei si allontana di due passi. Cammino per dieci passi e l'orizzonte si sposta di dieci passi più in là. Per quanto io cammini, non la raggiungerò mai. A cosa serve l'utopia? Serve proprio a questo: a camminare".

Eduardo Galeano

„Non possiamo più ignorare e sottrarci al dibattito politico, dimenticare l’urgenza di una

riappropriazione delle sfide democratiche, «facendo come se» l’impegno civile e

responsabile fosse una faccenda riservata agli eletti“

 

 

POLITICA
29 gennaio 2012
Noi tifiamo...Borsellino

L'appello sembra di quelli forti.

Noi tifiamo per Rita Borsellino...a prescindere!

Palermo chiama ...

Mila Spicola ci scrive dal Sud.

Carissimi amici,

Palermo vi saluta. Devo dire mi spiace non esserci perché la categoria Nord implica quella del Sud e mi piacerebbe che venga presto il tempo in cui a queste due categorie se ne sostituisca solo una: Italia.

Come dice bene Pippo Civati: Prossima fermata Italia. Però adesso così non è. Il presente è il tempo della frammentazione, della divisione della mancanza di coesione nel nostro paese come dentro i nostri paesi. Io sono a Palermo e vi chiedo di accendere tutti i quanti i riflettori sulla quinta città d’Italia. Avremo le amministrative tra qualche mese e ancora regna il caos. Stanno naufragando le primarie.

Il nostro partito è dilaniato da una divisione ormai non più sostenibile. Quella del sostegno o meno al governo lombardo. Sostegno che diventa la chiave della divisione a ogni livello. Non continuate a chiederci “ma come è potuto accadere tutto ciò”, vi chiedo dove siete stati tutti mentre tutto ciò accadeva perché è bene dirlo: ciò che accade in Sicilia determina i destini politici nazionali. Giù al Nord dovreste stare con gli occhi spalancati in questi istanti mentre, come è probabile, salta tutto dentro il Pd Sicilia: saltano le primarie, saltano gli statuti e saltano le regole. Possiamo permetterlo? Alcuni di noi si stanno battendo strenuamente per assicurare forza e valore all’unico strumento di consultazione popolare, le primarie, che potrebbe scardinare le dinamiche malate e toglierci dall’angolo in cui ci ha costretti la parte filogovernativa del Pd siciliano.

C’è chi lo ripete a forza da più di un anno dentro il partito, Davide Faraone, c’è chi lo dice da qualche mese da fuori del partito, Rita Borsellino. La verità è che per adesso il Pd siciliano è una bomba pronta a esplodere e a deflagrare e il gioco è quello di evitare qualunque tipo di consultazione allargata all’esterno delle segrete stanze. Ricordatevi: senza Sicilia non c’è Italia. Le primarie sono congelate, questa è la formula uscita ieri.Se le congelano qua potrebbero farlo altrove, se il centrosinistra si spacca a Palermo, succederà anche altrove snaturando le identità nei mille opportunismi tattici di alleanze più o meno risicate senza che ciò abbia il consenso dei nostri elettori e della nostra gente.

Questo è adesso l’inverno del nostro scontento. Noi siamo con voi, siate anche voi con noi e non limitatevi a “guardare dalla finestra”, fate uscire da Varese un documento di solidarietà e richiesta ufficiale di primarie a Palermo senza se e senza ma, allargandolo anche alle altre forze politiche della sinistra: Idv e Sel. Che lo dica tutta l’Italia che Palermo debba avere le sue primarie senza cadere nei giochi e nelle trappole di tatticismo di chi non ha a cuore né l’Italia, né la Sicilia, né il Pd ma solo e soltanto la propria sfrenata volontà di mantenere posizioni ormai indifendibili e superate dai tempi.




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POLITICA
28 gennaio 2012
UE: ancora uno scappellotto all'Italia
 
Commissione europea — comunicato stampa

Ambiente: la Commissione invita l'Italia a rendere più rigorosa la legislazione sulla responsabilità ambientale

Bruxelles, 26 gennaio 2011 — La Commissione è preoccupata che l'Italia non abbia attuato correttamente la normativa UE in materia di responsabilità ambientale, per cui i cittadini italiani non godrebbero di una tutela sufficiente. Su raccomandazione del commissario per l'Ambiente Janez Potocnik, la Commissione sta per inviare un parere motivato complementare per chiedere all'Italia di adeguare in tal senso la propria legislazione. Se l'Italia non risponderà entro due mesi, la Commissione potrebbe adire la Corte di giustizia europea.

La direttiva sulla responsabilità ambientale stabilisce un quadro giuridico per questa materia in base al principio "chi inquina paga", con l'obiettivo di prevenire e di riparare i danni ambientali. Le persone fisiche e giuridiche che esercitano le attività elencate nella direttiva, o effettuano i controlli, sono oggettivamente responsabili dei danni che causano all'ambiente con la loro attività. Tali danni comprendono i danni ai corpi idrici, alle specie e agli habitat naturali protetti, e al terreno.

Sebbene molte disposizioni della direttiva siano state correttamente recepite, la Commissione ha particolari inquietudini in merito alla mancanza di responsabilità oggettiva e alla possibilità lasciata agli operatori di utilizzare la compensazione finanziaria, anziché riparare il danno. Ad esempio, nella normativa italiana mancano disposizioni che obblighino gli operatori in numerose attività a riparare un danno ambientale che hanno causato pur essendo esenti da colpa.

La Commissione ha evidenziato tali carenze in una lettera di costituzione in mora inviata alle autorità italiane nel febbraio 2008, seguita da un parere motivato il 23 novembre 2009. Successivamente l'Italia ha notificato alcune modifiche apportate alla propria legislazione, che tuttavia, secondo la Commissione, non pongono rimedio alle gravi violazioni della direttiva. Sta quindi per essere inviato un parere motivato complementare.

Prossime tappe

L'Italia ha due mesi di tempo per conformarsi agli obblighi della direttiva. Se omette di farlo, la Commissione potrebbe adire la Corte di giustizia europea.

Contesto

La direttiva 2004/35 sulla responsabilità ambientale intende istituire un quadro giuridico in materia di responsabilità ambientale, basato sul principio "chi inquina paga", ai fini della prevenzione e della riparazione del danno ambientale. Sono contemplati due tipi di responsabilità: la responsabilità oggettiva, per la quale gli operatori sono tenuti a riparare i danni ambientali che hanno causato anche se esenti da colpa (ciò vale per una serie di attività pericolose elencate nella direttiva, compresi il rilascio di sostanze inquinanti nell'acqua, in mare o nell'aria, le attività industriali o agricole per le quali è richiesta l'autorizzazione ai sensi della direttiva sulla prevenzione e la riduzione integrate dell'inquinamento, le operazioni di gestione dei rifiuti, la produzione, lo stoccaggio, l'uso e il rilascio di sostanze chimiche pericolose, nonché il trasporto, l'impiego e il rilascio di organismi geneticamente modificati); e la responsabilità per colpa per altre attività professionali, per le quali occorre provare che gli operatori sono inadempienti affinché siano obbligati a riparare il danno ambientale.

Ulteriori informazioni

http://ec.europa.eu/environment/legal/liability/index.htm

Per statistiche aggiornate sulle infrazioni in generale, consultare il seguente sito web:

http://ec.europa.eu/eu_law/infringements/infringements_it.htm

Cfr. anche:

http://ec.europa.eu/environment/legal/implementation_en.htm




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DIARI
27 gennaio 2012
Nuova iniziativa pubblica del Comitato Cittadino di Boscotrecase a favore dei pendolari

Dopo le 1600 firme per la petizione alla Circumvesuviana , all'Amministrazione comunale di Boscotrecase e a quella Regionale per denunciare i disagi dei cittadini di Boscotrecase nel servirsi di una Stazione dislocata ai margini del  paese, oggi le signore del Comitato insistono nell'azione di ridurre i disagi ai cittadini pendolari chiamando in causa le autorità pubbliche alle loro responsabilità.

Quì il video della denuncia:

http://www.metropolisweb.it/Multimedia/Servizi/circum_soppressioni_corse_lotta_continua_vesuviano.aspx




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DIARI
27 gennaio 2012
Per ricordare....sempre

E oggi ssssssssssh.......silenzio !

Per non dimenticare ciò che è stato

 

Il 27 gennaio del 1945 furono aperti i cancelli di Auschwitz, il campo di concentramento e di sterminio costruito dai nazisti dove persero la vita oltre un milione di ebrei.

Il Giorno della Memoria,  la Shoah,   per non dimenticare  le  vittime dei crimini nazisti.

 E quando l'ultimo vecchio che ha vissuto quest'orrore non ci sarà più, sia il nostro cuore a ricordare ai giovani di ogni generazione questo

monito affinchè, quanto avvenuto, non si ripeta mai più, per nessun popolo, in nessun tempo e in nessun luogo.




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DIARI
26 gennaio 2012
Comunicato stampa

 Comunicato Stampa                                            

 
Salviamo il Parco nazionale del Vesuvio
 
Il Movimento vesuviano “Cittadini per il Parco” chiede ai Sindaci i cui comuni hanno, in tutto o in parte, il loro territorio all’interno dei confini del Parco nazionale del Vesuvio, di assumersi le loro responsabilità, in quanto membri della “Comunità del Parco”, e di non far cadere la prospettiva di sviluppo agricolo, turistico, del terziario, che è intimamente connessa al progetto di tutela e salvaguardia che il Parco rappresenta.
Tutela e sviluppo sostenibile sono gli obiettivi istituzionali dell’ente Parco, ma non potranno mai essere perseguiti senza una fattiva collaborazione e una stretta cooperazione tra gli enti locali e tra di essi e l’ente Parco. Queste ed altre riflessioni sono contenute nella lettera aperta ai Sindaci del Parco nazionale del Vesuvio” che sarà affissa, in forma di manifesto, a partire da venerdì 27 gennaio, nei 13 comuni del Parco, e ulteriormente diffusa a mezzo stampa e su internet.
 

NEL VESUVIANO

I «Cittadini per il Parco» come Lutero:
affiggono tesi di protesta ambientale

Il documento sarà esposto venerdì 27 gennaio all’esterno
di municipi e per le strade dei 13 comuni dell’Ente

Il gran cono del Vesuvio

Il gran cono del Vesuvio

 

NAPOLI – Non saranno 95, ma proprio come Lutero che affisse le tesi sul portone della Cattedrale di Wittemberg, i membri del movimento «Cittadini per il Parco» venerdì 27 gennaio, esporranno all’esterno dei municipi e per le strade dei 13 comuni che fanno parte dell’ente Parco del Vesuvio, le proprie tesi raccolte in un documento di protesta.

IL MANIFESTO - Gli attivisti chiedono ai sindaci di «assumersi le loro responsabilità, in quanto membri della «Comunità del Parco», e di non far cadere la prospettiva di sviluppo agricolo, turistico, del terziario, che è intimamente connessa al progetto di tutela e salvaguardia che il Parco rappresenta». «Discariche abusive e discariche di Stato; crescita di incidenza dei tumori della popolazione; dissesto idrogeologico; abusivismo edilizio; lento e apparentemente inarrestabile declino delle attività agricole: non è questo il Parco nazionale del Vesuvio che immaginavamo – è scritto sul manifesto –. L’ente, a quindici anni dalla sua istituzione, langue in una situazione di impotenza e di «solitudine istituzionale», privo di mezzi, con un organico insufficiente e, soprattutto, senza un progetto condiviso che faccia intravedere una prospettiva che consenta di realizzare i fini istituzionali».

LE CAUSE DEL FALLIMENTO - Una delle cause del fallimento di quello che fu definito un «nuovo modello di sviluppo», secondo il movimento «Cittadini per il Parco», è il mancato riconoscimento da parte degli enti locali e delle amministrazioni del Parco come «luogo istituzionale, come la “cosa comune”, in cui progettare, pianificare e programmare lo sviluppo e la tutela dei rispettivi territori in una visione unitaria». «Emblematica è la scarsa considerazione in cui è tenuta la “Comunità del Parco” – continua il documento – di cui fanno parte i sindaci di tutti i comuni del Parco, che elabora ed approva, con il parere vincolante del Consiglio direttivo, il piano pluriennale, economico e sociale e che nomina cinque membri su 12 nel Consiglio direttivo». In seguito si legge: «Il Parco quindi è stato vissuto dai comuni come una fonte di finanziamento occasionale, dispensatrice di finanziamenti pubblici ed europei, che sono stati di volta in volta, “democraticamente” ripartiti tra gli enti locali, tenendo conto delle rispettive “grandezze” e non utilizzate secondo logiche e progettualità che facesse prevalere un disegno strategico sugli interessi particolari».

IL PRESIDENTE DEL PARCO - «Concordo sulla scarsa considerazione in cui è tenuta la Comunità da parte dei sindaci. Infatti solo il 50 per cento dei primi cittadini ha un rapporto con il Parco nazionale del Vesuvio». Così Ugo Leone, presidente del Parco, commenta il documento di protesta del movimento. «Purtroppo non tutte le amministrazioni ritengono che far parte di un’area protetta sia un valore aggiunto, anzi – continua Leone- spesso è vissuto come un vincolo dai cittadini. Il 2012, però, sarà l’anno della svolta. Siamo più tranquilli sul fronte dei rifiuti e con un piccolo finanziamento straordinario possiamo dedicarci a due capitoli importanti». Si tratta della manutenzione e della riapertura della maggior parte dei sentieri del Vesuvio e della promozione turistica, con la «Primavera del Parco». «Chiederemo agli operatori turistici di “spacchettare” la visita al Gran Cono con un tour negli altri 13 comuni – conclude il presidente- . L’obiettivo è di trasformare i visitatori da escursionisti a turisti».

Rachele Tarantino per il Cor. della Sera

 
 



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DIARI
26 gennaio 2012
Il TAR respinge la class action di Federconsumantori e dei cittadini vesuviani contro i disservizi della Circumvesuviana EAV

N. 00382/2012 REG.PROV.COLL.

N. 06373/2011 REG.RIC.

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania

(Sezione Prima)

ha pronunciato la presente

SENTENZA

ex art. 60 cod. proc. amm.;
sul ricorso numero di registro generale 6373 del 2011, proposto da:
Associazione Federconsumatori Campania-Federazione Regionale Consumatori ed Utenti, rappresentato e difeso dagli avv. Elisa Daniele, Ileana Capurro, Umberto Saetta, Salvatore Romano, Gianfranco Telese, Mario Mazza, Massimo Manna, con domicilio eletto presso Ileana Capurro in Napoli, via Posillipo n. 65/A;
 

contro

Ente Autonomo Volturno S.r.l., rappresentato e difeso dall'avv. Massimo Lacatena, con domicilio eletto presso l’Avvocatura Regionale in Napoli, via S. Lucia, n. 85;
Circumvesuviana S.r.l., rappresentato e difeso dall'avv. Enrico Soprano, con domicilio eletto in Napoli, via Melisurgo, n. 4;
 

per l'annullamento

accertamento della lesivita' dei comportamenti posti in essere dalle societa' resistenti rispetto ai diritti collettivi dell'utenza, nonche' la condanna delle medesime ad adottare le misure organizzative necessarie per ripristinare gli standars di qualita' ed efficienza del servizio di trasporto pubblico locale e di ogni altro atto connesso e conseguente.

 


 

Visti il ricorso e i relativi allegati;

Visti gli atti di costituzione in giudizio di Ente Autonomo Volturno e di Circumvesuviana;

Viste le memorie difensive e tutti gli atti della causa;

Relatore nella camera di consiglio del giorno 25 gennaio 2012 il dott. Michele Buonauro e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;

Sentite le stesse parti ai sensi dell'art. 60 cod. proc. amm.;

 


 

Il ricorso è infondato, onde può essere deciso con sentenza immediata, ai sensi degli artt. 3 e 9 della L. n. 205 del 2000, tralasciando le eccezioni di rito.

Vale appena precisare che l’articolo 140, comma 11, del d. lgs. 206 del 2005 (cd. codice del consumo) fonda una autonoma ipotesi di giurisdizione esclusiva del Giudice Amministrativo sulle azioni, come nella specie, rivolte avverso i concessionari di servizi pubblici.

L’Associazione Federconsumatori Campania, affiliata alla correlata Federazione nazionale iscritta al C.N.C.U. di cui all’art. 136 del d. lgs. 206 del 2005 (cd. codice del consumo), ha agito in giudizio, ai sensi dell’articolo 140 dello stesso codice, per l’accertamento della lesività del comportamento della società Circumvesuviana (e della sua controllante Ente Autonomo Volturno) derivante dall’adozione del programma di esercizio invernale dei treni (da 12.0.2011 al 31.12.2011), con il quale sono state drasticamente ridotte le corse da e verso Napoli.

Con delibera n. 964 del 30 dicembre 2010 la giunta regionale della Regione Campania ha approvato il piano dei servizi minimi di trasporto pubblico locale, ai sensi degli articoli 5, 16 e 17 della legge regionale n. 3 del 2002, attribuendo agli enti resistenti uno stanziamento inferiore all’anno precedente, con contrazione delle risorse pari al 15%.

Tale contrazione ha determinato una serie di disagi e disfunzioni dovute alla diradazione degli orari di partenza dei treni, con sovraffollamento delle corse, aumento del traffico automobilistico e peggioramento della qualità della vita per gli studenti ed i lavoratori pendolari.

Al fine di affrontare le articolate censure sollevate, giova premettere una sintetica ricostruzione del quadro regolatorio a fondamento dell’azione collettiva esercitata, in punto di soggezione dell'utente di un servizio pubblico alle disposizioni del codice del consumo.

Il tessuto normativo di quest'ultimo contiene soltanto due riferimenti a tale tipo di utente.

Il primo è contenuto nell'art. 2, comma 2, lett. g) là dove si riconosce come diritto fondamentale ai consumatori e agli utenti quello "all'erogazione di servizi pubblici secondo standard di qualità e di efficienza". Il secondo è espresso, oltre che nell'intitolazione del Titolo quinto e del relativo Capo primo del codice del consumo ("erogazione di servizi pubblici"), nell’articolo 101 di cui tale capo consta, il quale, sotto la rubrica "Norma di rinvio", così dispone:

"1. Lo Stato e le regioni, nell'ambito delle rispettive competenze, garantiscono i diritti degli utenti dei servizi pubblici attraverso la concreta e corretta attuazione dei principi e dei criteri previsti della normativa vigente in materia.

2. Il rapporto di utenza deve svolgersi nel rispetto di standard di qualità predeterminati e adeguatamente resi pubblici.

3. Agli utenti è garantita, attraverso forme rappresentative, la partecipazione alle procedure di definizione e di valutazione degli standard di qualità previsti dalle leggi.

4. La legge stabilisce per determinati enti erogatori di servizi pubblici l'obbligo di adottare, attraverso specifici meccanismi di attuazione diversificati in relazione ai settori, apposite carte dei servizi.".

Il coordinamento fra le due norme evidenzia che la seconda - peraltro programmatica ed avente valore, piuttosto che di norma di rinvio a specifiche disposizioni, di norma di rinvio ad una produzione (normativa) di Stato e Regioni - nelle intenzioni del legislatore delegato vuole solo indicare taluni criteri di realizzazione normativa (appunto affidati alle competenze di Stato e Regioni) del diritto riconosciuto al consumatore in relazione alla erogazione del servizio pubblico dall'art. 2, comma 2.

Pertanto da un lato non può affermarsi che, in linea generale, il rapporto di utenza con il servizio pubblico sia sottratto automaticamente alla disciplina del codice del consumo; dall’altro occorre perimetrare rigorosamente le forme di tutela apprestate a favore del consumatore - utente anche a benefici dell'utente di un servizio pubblico, valutando se le varie disposizioni di cui consta il decreto legislativo siano o meno applicabili, per la loro ratio o sulla base del loro tenore, al rapporto di utenza pubblica (Cassazione civile sez. III, 02 aprile 2009 n. 8093)

A ben vedere, il diritto all’erogazione delle prestazioni secondo standard di qualità ed efficienza si declina nella pretesa a che gli standard di qualità siano predeterminati e resi adeguatamente pubblici (art. 101, comma 2) e nel diritto di prendere parte alle procedure di definizione e valutazione di tali standard (art. 101, comma 3), mentre l’obbligo dei gestori di dotarsi di carte dei servizi è rimandato ad apposite norme di legge (art. 101, comma 4).

Per quanto riguarda, invece, i contenuti sostanziali dei diritti che l’ordinamento riconosce agli utenti/consumatori, si deve ritenere, anche in base ad un’analisi storico-sistematica, che l’intento primario del Legislatore in subiecta materia è quello di:

? da un lato, imporre, con vari strumenti (cfr. art. 37 del Codice del consumo), ai professionisti/produttori di cui all’art. 3 del Codice (fra i quali rientrano anche le pubbliche amministrazioni erogatrici di servizi pubblici – art. 101) di far conoscere agli utenti/consumatori le condizioni contrattuali prima della stipula dei contratti relativi ai beni e servizi prodotti o venduti dal professionista/produttore, nonché l’eliminazione, da quei contratti, delle clausole c.d. vessatorie e, in generale, la proscrizione di tutti i comportamenti maliziosi o fraudolenti a danno degli utenti/consumatori;

? dall’altro lato (e questo riguarda in particolare gli enti pubblici erogatori di servizi), imporre ai professionisti/produttori l’obbligo di erogare le prestazioni in modo tale che gli utenti/consumatori non debbano sopportare disagi nella fruizione di tali prestazioni.

In questa ultima ipotesi è annoverabile la presente controversia, poiché secondo la prospettazione dell’associazione ricorrente viene in rilievo una violazione, ad opera del comportamento del concessionario del trasporto pubblico locale, dell’obbligo di erogare le prestazioni secondo standard di qualità e di efficienza, penalizzando così gli interessi degli utenti/consumatori in quanto tali.

Non può disconoscersi, allora, la legittimazione di un'associazione ad insorgere avverso comportamenti in tesi lesivi dei diritti ed interessi che pertengono, nella loro generalità, ai consumatori e utenti di pubblici servizi.

Vale sul punto ricordare che la giurisprudenza amministrativa, interpretando tale normativa ed, in generale, la problematica relativa alla legittimazione attiva delle associazioni dei consumatori, ha costantemente precisato che l'associazione di consumatori, inserita nell'elenco in questione, può sì agire o intervenire in giudizio a tutela degli associati (consumatori ed utenti), a condizione, però, che ciò sia conforme ai fini statutari e che gli associati siano direttamente incisi o coinvolti nella lite cui detto sodalizio interviene e quando si tratti di conseguire vantaggi, sia pure di carattere strumentale, giuridicamente riferibili alla sfera della categoria (Cons. St. sez. V, 7 settembre 2007, n. 4692), e senza possibilità, quindi, di spiegare forme generiche di tutela (T.A.R. Lazio, sede Roma, sez. III, 12 luglio 2004 n. 6805); cioè, tali associazioni possono agire in giudizio ove venga in evidenza la lesione di un interesse collettivo, tenuto conto che gli artt. 139 e 140, d. lgs. 6 settembre 2005 n. 206, conferiscono la legittimazione ad agire in giudizio alle associazioni degli utenti-consumatori solo per la tutela degli interessi collettivi dei consumatori stessi (T.A.R. Puglia, sez. Lecce, sez. II 19 maggio 2007, n. 1921).

Non sono poche le difficoltà ad individuare l'interesse collettivo, alla cui tutela sono legittimate le associazioni di categoria.

Sotto questo profilo, il problema non può dirsi risolto neppure con l'entrata in vigore del codice del consumo, il quale prevede, all'art. 139, che "le associazioni dei consumatori e degli utenti inserite nell'elenco di cui all'art. 137 sono legittimate ad agire a tutela degli interessi collettivi dei consumatori e degli utenti", e, al successivo art. 140, che "i soggetti di cui all'articolo 139 sono legittimati ad agire a tutela degli interessi collettivi dei consumatori e degli utenti".

Con questa previsione viene data soluzione ad una delle problematiche suscitate dall'emersione dell'interesse diffuso e/o collettivo, che - come noto - sfugge ad una precisa definizione idonea a circoscriverne il reale contenuto e soprattutto lo specifico referente, attesa la connotazione personalistica del nostro ordinamento processuale. Alla nuova situazione priva di referente personale viene, infatti, conferita dignità di situazione legittimante, che abilita le associazioni inserite negli appositi elenchi alla tutela di interessi collettivi.

Resta da definire il reale contenuto dell'"interesse collettivo", la cui tutela si differenzia nettamente rispetto alla posizioni soggettive tutelate con le cd. "class actions " di recente introduzione (articolo 140 bis del codice del consumo ed articoli 1 e 3 del d. lgs. n. 198 del 2009) giacché queste sono volte ad attuare una più incisiva tutela di interessi già individualmente azionabili (non a caso per tali ultime ipotesi è necessario che l’ente esponenziale sia munito, oltre che – su piano processuale - della procura, anche di uno specifico mandato - sul piano sostanziale - da parte dei singoli consumatori).

"L'interesse collettivo dei consumatori e degli utenti", la cui tutela è normativamente affidata alle associazioni dei consumatori e degli utenti, non può, quindi, coincidere con l'interesse individuale dei soggetti di cui è composta la categoria degli utenti e dei consumatori, perché questo è perseguibile direttamente dal soggetto che ne è titolare esclusivo. Esso, sebbene riferibile ad una categoria di soggetti (nella specie "utenti e consumatori"), deve trascendere i singoli interessi, non potendo - come detto - rappresentare la sommatoria di interessi individuali, che sono individualmente tutelabili.

Uno degli indici (da verificare caso per caso) che denunciano la presenza di un "interesse collettivo" è sicuramente dato dal fatto che un tale interesse deve essere in grado di soddisfare, una volta realizzato, l'intera categoria a motivo della sua omogeneità ed indivisibilità.

Nel caso di specie la forte contrazione delle corse (sia in virtù della riduzione degli orari di esercizio, sia per effetto della diradazione dell’intervallo temporale fra una corsa e l’altra) costituisce un pregiudizio indistintamente riferibile a qualsiasi utente del servizio pubblico di trasporto locale.

Tanto premesso, può seriamente dubitarsi della riconducibilità di tale pregiudizio ad una posizione di diritto soggettivo perfetto.

Tutto l’impianto normativo di protezione del consumatore è volto ad assicurare un riequilibrio delle posizioni contrattuali, ordinariamente sbilanciate a favore del professionista/concessionario di servizi pubblici, per effetto del naturale dispiegarsi della dinamica del mercato. Anche nelle ipotesi in cui manchi un preciso fondamento sinallagmatico, le pretese del consumatore sorgono per effetto di un contatto qualificato e si connotano per la specifica e puntuale violazione di un obbligo (di natura informativa, strumentale o procedimentale) del professionista/concessionario.

Nel caso di specie, invece, si invoca la generica violazione delle carte di servizio, mentre, nella sostanza, il ricorrente mira ad ottenere una modifica nell’organizzazione del servizio pubblico (mediante riespansione del numero delle corse).

Premesso che l’adozione, nelle annualità pregresse, di un determinato programma di esercizio del trasporto circumvesuviano non è idonea a fondare alcun interesse, giuridicamente apprezzabile, al mantenimento dello status quo, lo scrutinio giurisdizionale della pretesa azionata necessita ineludibilmente di un parametro (normativo o regolatorio) di riferimento e raffronto che non emerge dagli atti del giudizio.

Ed invero le dedotte violazioni della legge regionale n. 3 del 2002 e della carta di mobilità 2011 adottata dalla circumvesuviana si risolvono in una aspecifica evocazione dei principi generalissimi in essi contenuti.

Peraltro, la menzionata legge regionale, nel disciplinare il processo di pianificazione dei servizi di mobilità per il trasporto pubblico locale, prevede come primo passaggio della programmazione che la Regione indichi nelle linee direttive l’ammontare complessivo delle risorse regionali attribuibili agli obblighi di servizio pubblico.

Più in dettaglio, l’art. 15 della l.r. n. 1/2009, al comma 3, stabilisce che “la Giunta regionale, fino all’approvazione del piano triennale dei servizi minimi di cui all’art. 17 della legge regionale n. 3/2002, entro trenta giorni dalla pubblicazione del bilancio annuale di previsione, individua l’entità delle risorse da destinare al finanziamento dei servizi minimi di competenza delle province e dei comuni capoluogo”. Lo stesso art. 15 ha poi modificato il comma 1 dell’art. 5 della l.r. n. 3/2002, stabilendo che i servizi minimi i cui costi sono a carico del bilancio della Regione siano individuati “entro i limiti degli stanziamenti annuali del bilancio regionale”.

Ne consegue che, in base alla norma citata, il legislatore regionale ha inteso introdurre un elemento di priorità della dimensione economica-finanziaria nel procedimento di programmazione regionale dei servizi minimi di TPL.

La determinazione del livello di soddisfazione della domanda di mobilità dei cittadini si traduce, quindi, in una decisione di politica economica sulle risorse finanziarie da destinare ai vari settori di intervento pubblico (sanità, sicurezza, assistenza ecc.) in un quadro determinato di finanza pubblica, ossia con risorse limitate.

Ciò premesso, non risulta contestato che la definizione dei servizi minimi di trasporto locale sia rapportata alla reale ed effettiva consistenza delle risorse disponibili.

Vale in ogni caso evidenziare che, nell’attuale quadro vincolante del patto di stabilità interno che lega le autonomie territoriali allo sforzo dello Stato di rispetto dei parametri di sostenibilità economico-finanziaria imposti dall’Unione europea, non è di per sé illogico che la definizione del livello di soddisfacimento dei bisogni sociali preceda, condizioni e determini il volume delle risorse pubbliche da impiegare, in specie con riguardo al servizio di trasporto pubblico locale, sottoposto ad obblighi di servizio universale, normalmente erogati in un regime di tariffe amministrate non remunerative dei costi di produzione (così Tar Napoli, III, n. 5162 del 2011).

Per completezza va infine osservato che, in realtà, la definizione analitica gli standard qualitativi ed economici cui devono essere vincolati i concessionari di servizi pubblici è demandata ad uno o più decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze e di concerto, per quanto di competenza, con gli altri Ministri interessati (art. 7, comma 1, d.lgs. n. 198 del 2009).

È noto che la norma transitoria appena citata non ha ancora trovato applicazione, con sostanziale svuotamento del contenuto fortemente innovativo della disciplina, la quale, per la prima volta, costituisce punto di emersione per la tutela di interessi (all’efficiente organizzazione del servizio pubblico) finora adespoti.

Ed invero la mancata emanazione dei d.P.C.M., unitamente alla previsione di una forte forma di limitazione della tutela (i rimedi devono essere contenuti nei limiti delle risorse economiche già erogate – art. 4 del d. lgs. n. 198 del 2009), denota una significativa preoccupazione di introdurre meccanismi processuali suscettibili di incidere pesantemente sui sempre più stringenti vincoli finanziari delle pubbliche amministrazioni.

Pertanto, allo stato, la domanda azionata non può trovare accoglimento.

I profili specifici della controversia e la novità delle questioni giustificano l’integrale compensazione delle spese di lite.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania (Sezione Prima) definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo respinge. Spese compensate.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.

Così deciso in Napoli nella camera di consiglio del giorno 25 gennaio 2012 con l'intervento dei magistrati:

 

 

Antonio Guida, Presidente

Fabio Donadono, Consigliere

Michele Buonauro, Primo Referendario, Estensore

  Peccato! Onore al Comitato Cittadino di Boscotrecase e Federconsumatori che almeno ci hanno provato a difendere i diritti di tutti coloro che si servono dei mezzi pubblici e usano la Circumvesuviana.

 L'ESTENSORE                                                                                 IL PRESIDENTE

 




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POLITICA
26 gennaio 2012
Il Piano Rifiuti Campania in osservazione fino a giugno. Per ora niente multa e fondi per la differenziata

Dall'Ue ok condizionato al piano rifiuti Campania, se funziona niente multe

A giugno stop a procedura infrazione. Soddisfazione di De Magistris e del governatore Caldoro

Dall'Ue ok al piano rifiuti Campania, se funziona niente multe Il commissario Ue all'Ambiente, Janez Potocnik, ha dato altri cinque mesi di tempo all'Italia per dimostrare concretamente che il nuovo Piano di Gestione dei Rifiuti Urbani in Campania funziona. Se di qui a giugno il calendario di attuazione delle diverse misure del piano ('cronoprogramma) verrà attuato puntualmente, Bruxelles rinuncerà a portare avanti la procedura d'infrazione che sta preparando contro l'Italia per non esecuzione della sentenza della Corte europea di Giustizia del 4 marzo 2010. E' il risultato dell'incontro del commissario, questo pomeriggio a Bruxelles, con il ministro dell'Ambiente Corrado Clini e con la triade delle massime autorità locali (il sindaco di Napoli Luigi De Magistris, il presidente della Provincia Luigi Cesaro e il governatore della Campania Stefano Caldoro). De Magistris, Caldoro e Cesaro hanno espresso tutta la loro soddisfazione. Nel frattempo, ha precisato Potocnik in una conferenza stampa insieme a Clini al termine dell'incontro, la Commissione comincerà a sbloccare una parte dei fondi Ue di coesione per lo sviluppo regionale che erano stati congelati, proprio in attesa del nuovo piano. Bruxelles, tuttavia, ha puntualizzato il commissario manterrà un controllo stretto sull'uso di questi finanziamenti, che dovrà essere coerente con le priorità stabilite dalla 'gerarchia' fra i modi di gestione dei rifiuti stabilita dalle norme comunitarie (prima prevenzione, poi riuso, quindi riciclaggio nelle varie forme, compreso il compostaggio, poi incenerimento con recupero di energia e infine, come ultima soluzione quando è davvero inevitabile, messa in discarica). Che non si tratti affatto di un semplice rinvio, o di assegno in bianco all'Italia, Potocnik lo ha chiarito subio: "L'Italia - ha detto - non ha ancora applicato la sentenza della Corte Ue", che aveva condannato le autorità competenti per la gestione fallimentare di rifiuti che aveva messo in pericolo la salute umana e l'ambiente a Napoli e in Campania. "La situazione - ha aggiunto Potocnik - non è ancora stabile, e noi stiamo continuando a preparare il nuovo ricorso", che comporterebbe la richiesta di cospicue multe giornaliere da pagare per tutta la durata della violazione del diritto comunitario, fin dalla prima sentenza. Il commissario, tuttavia, ha definito il nuovo piano inviato a Bruxelles il 16 gennaio come "un passo avanti importante", e si è detto anche "incoraggiato" dal fatto dall'impegno dimostrato con la loro presenza oggi a Bruxelles di tutte le autorità competenti, nazionali e locali.




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DIARI
26 gennaio 2012
Giornata della memoria 2012 a Trecase

Dall'amico Gigi Trapani di trecase riceviamo e volentieri pubblichiamo:

 

Presso la sala biblioteca della parrocchia di S. Antonio, in occasione della Giornata della Memoria, la conferenza sul tema "Per non dimenticare". Al termine della conferenza ci sarà la proiezione del film "La vita è bella" di Roberto Benigni (locandina allegata). Vi aspettiamo.

Luigi Trapani - Presidente Pro Loco

 

 

Associazione Culturale Logos

in collaborazione con  Pro Loco Trecase

 Venerdì 27 gennaio 2012 ore 17.30 Cineforum

La vita è bella

Un film di Roberto Benigni. Con Horst Buchholz, Roberto Benigni, Giustino Durano, Roberto Benigni,Nicoletta Braschi, Giuliana Lojodice. Durata 131 min. - Italia .




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DIARI
25 gennaio 2012
Legame tra rifiuti e tumori in Campania

Ecco gli studi che Strasburgo ha ignorato

C’è un rapporto che stabilisce un nesso tra l'incremento dei casi di cancro e il disastro spazzatura nelle zone tra Napoli e Caserta: è allegato al ricorso che la Corte dei Diritti dell'Uomo ha recentemente accolto, condannando lo Stato italiano per la gestione dell’emergenza, ma senza riconoscere il danno alla salute

Ci sono un paio di rapporti conservati nei cassetti, conosciuti solo dagli addetti ai lavori. Stabilirebbero un nesso tra l’incremento dei tumori e la presenza di discariche illegali e di rifiuti per le strade in Campania. Uno in particolare, quello dell’Istituto superiore di sanità (Iss), evidenza “eccessi significativi della mortalità per tumore al polmone, fegato, stomaco, rene e vescica, e di prevalenza delle malformazioni congenite totali, degli arti, del sistema cardiovascolare e dell’apparato urogenitale”, con particolare attenzione nell’area a cavallo tra le province di Napoli e Caserta. Gli studi sono stati esibiti con il ricorso presentato e vinto davanti alla Corte europea dei diritti dell’uomo dall’avvocato Errico Di Lorenzo a nome di un gruppo di residenti di Somma Vesuviana (Napoli). Di Lorenzo nei giorni scorsi è riuscito a ottenere la condanna dello Stato italiano per la (mala)gestione dell’emergenza rifiuti in Campania, per aver costretto gli abitanti del vesuviano a vivere immersi nell’immondizia. Ma la sentenza si è limitata a certificare il “danno esistenziale, ritenendo non provato il danno alla salute. Niente paura, quindi: secondo la Corte di Strasburgo non c’è una correlazione tra l’aumento dei casi di cancro e il disastro spazzatura in Campania. Peccato, invece, che a leggere le carte allegate al ricorso c’è ben poco da restare tranquilli.

Anche perché i rapporti sono abbastanza recenti. E sono firmati da medici esperti e competenti, del dipartimento di Ambiente e Prevenzione Primaria dell’Iss, del Cnr, dell’Osservatorio Epidemiologico. Lo studio Iss è del 2008 e analizza i cluster (i grappoli) di tumori sviluppati in particolari aree del territorio campano (leggi lo studio). La concentrazione maggiore si è rivelata tra Caserta e Napoli, in quel tratto maledettamente avvelenato che collega i comuni di Acerra, Aversa e Giugliano. Il ‘triangolo della morte’, dove si sono sversati e si continuano a sversare rifiuti di ogni tipo, in discariche legali ma soprattutto tra le campagne e negli invasi abusivi, ad ogni ora del giorno e della notte.

Le statistiche dello studio spiegano che il tumore al polmone affligge in maniera maggiore i Comuni nei pressi di Giugliano, tra Acerra e Pomigliano d’Arco e nei paesi vesuviani di nord-est: 255 casi solo a Giugliano, 259 a Casoria, 124 ad Acerra, 1008 totali nell’area nord. Mentre il tumore del fegato prevale nei Comuni del mariglianese: 73 casi solo a Marigliano, 665 nell’intera area. Mentre il tumore dello stomaco è la forma di cancro prevalente nell’area del basso casertano-aversano fino al giuglianese (615 casi osservati).

Da questo campionario degli orrori, si apprende che il tumore della vescica incide molto nell’area maranese-giuglianese e nel basso casertano (a Marano 37 casi, 206 nell’area nord); il tumore del rene prevale nell’area giuglianese (82 casi osservati in totale). Mentre per quanto riguarda le malformazioni congenite (arti, urogenitali e cardiovascolari), ecco i dati: 561 casi osservati nell’acerrano-pomiglianese, 216 in penisola sorrentina, 194 nel basso aversano, 157 a Portici-Ercolano, 9 a Liveri. Per le malformazioni cardiovascolari, ci sono 94 casi in penisola sorrentina, 134 casi nell’area nord-vesuviana. Per le malformazioni urogenitali: 22 ad Acerra, 26 nel basso aversano, 31 casi area S. Maria a Vico-Maddaloni- San Felice a Cancello-Arienzo. Infine, per le malformazioni degli arti: 160 casi nell’acerrano-pomiglianese e nell’alto vesuviano.

A conclusioni abbastanza simili arriva un rapporto sintetico commissionato qualche anno fa da Guido Bertolaso, all’epoca commissario straordinario dell’emergenza, dal titolo “Trattamento dei rifiuti in Campania: impatto sulla salute umana”. Il riassunto afferma l’esistenza di “numerose associazioni significative (cioè non imputabili al caso) tra salute e rifiuti” con “trend di rischio in aumento” e percepibili incrementi della mortalità tumorale nelle aree contaminate dalla spazzatura: più 2 per cento di mortalità generale, più 1 per cento per tutti i tumori, più 2 per cento per gli uomini per il tumore del polmone, più 4 per cento negli uomini e più 7 per cento nelle donne per il tumore al fegato, più 5 per cento negli uomini per il tumore dello stomaco.

Forse è poco per scatenare allarmismo. Forse è poco per dimostrare un nesso inequivocabile. Forse è abbastanza per chiedere che gli studi vengano approfonditi, e che i cittadini che vivono su questi luoghi vengano correttamente informati. “Ma la mancanza di informazione pubblica sugli aspetti connessi allo smaltimento dei rifiuti e sui rischi per la popolazione è una delle cose che ho denunciato nelle mie azioni legali” afferma l’avvocato Di Lorenzo, che sta preparando un ricorso in Appello a Strasburgo per quella parte della sentenza che non riconosce il danno alla salute. Secondo il legale, la catastrofe dei rifiuti in Campania avrebbe dovuto indurre il Capo dello Stato ad applicare l’articolo 126 della Costituzione, quello sullo scioglimento dei consigli regionali e sulla rimozione del Governatore. “Perché nel 2007-2008, nella fase più acuta della crisi, Bassolino e i suoi assessori non sono stati mandati a casa?”. Ormai è tardi per darsi una risposta.
 

da Il Fatto quotidiano




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DIARI
24 gennaio 2012
Il Tar Campania decide sulla denuncia di Legambiente e della Rete dei Comitati vesuviani contro il Ministero dell'Ambiente per il disastro ambientale delle discariche nel Parco nazionale del Vesuvio

Domani 25 Gennaio il Tar Campania decide il merito del ricorso di Legambiente Campania Onlus, della Rete dei Comitati vesuviani e di alcuni cittadini di Boscoreale (NA) contro Ministero dell’Ambiente sul disastro ambientale di Cava Sari


“Oltre il danno la beffa. Si puo’ cosi’ sintetizzare la
questione  Cava Sari all’interno del Parco Nazionale del Vesuvio, che
dalla sua apertura autorizzata, in contrasto ad ogni legge nazionale e comunitaria, “all’ottimizzazione gestionale” di questi giorni (leggasi aumento dei volumi di conferimento) vede aumentare i rifiuti oltre il limite preventivato dall’AIA e dal VAS con evidenti danni ambientali e alla salute dei cittadini oltrte al conseguente spreco di energia.
 La cava Sari è satura da tempo e va chiusa ad horas,  messa in sicurezza e possibilmente bonificata.
 “ La denuncia arriva dalla Rete dei Comitati vesuviani e da Legambiente e per voce del suo presidente regionale Michele Buonomo e del responsabile Aree Protette Pasquale Raia.
“E la beffa -  denunciano i due rappresentanti di Legambiente -
sono i dati rilevati nell’ispezione presso la discarica: 2000 KW  al giorno di energia sprecata, pari a 1800 m3 di biogas bruciati all’ora.
 Basterebbero due semplici generatori per trasformare il biogas prodotto in l’energia e poter illuminare i comuni dell’area Vesuviana coinvolti dal danno di questi anni (Boscoreale-Boscotrecase—Trecase-Terzigno) risparmiando almeno oggi, dopo 3 lunghi anni, i miasmi prodotti dall’enorme quantità di biogas prodotto dalla discarica e in parte bruciato e usare il teleriscaldamento dell’acqua calda eventualmente prodotta per scuole e uffici pubblici. Senza tener conto che si continua a spendere 4400 Euro al giorno per il trasporto e smaltimento del percolato—nonostante  la sua stabilizzazione a monte - smaltito  come rifiuto speciale in quel di Lametia Terme.
Soldi risparmiati e recuperati che potrebbero essere riversati sul territorio e destinati alle urgenti bonifiche delle pericolosissime discariche esaurite dell’area.

A tal proposito, Legambiente ha inoltrato un Invito/Diffida, ai sensi
del Codice dell’Ambiente, al Ministero dell’Ambiente per costringerlo ad un intervento per porre fine al grave scempio del territorio e salvaguardare la salute dei cittadini che l’attuale discarica “Cava Sari” sta costituendo. E non avendo ricevuto
alcun riscontro ha  impugnato il silenzio/inadempimento,  affidandosi alla competenza riconosciuta in tematiche ambientali dell’avv. Aldo Avvisati del Foro di Torre Annunziata,  dinanzi al TAR Campania – sez. di Napoli – per pretendere un urgente provvedimento di salvaguardia dell’ambiente vesuviano.
 Il ricorso è stato dichiarato ammissibile  e la sentenza di merito è per domani 25 gennaio.
Previsto un sit-in dinanzi al TAR Campania in piazza Municipio a Napoli a partire dalle 10.
 
Legambiente Campania onlus
 
Rete dei Comitati vesuviani

 




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